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Anna Lindh: la voce europeista della Svezia sulla scena mondiale

Vita e carriera

Stella emergente della politica svedese, nel 1998 Anna Lindh è stata nominata ministro degli esteri del gabinetto Göran Persson. Era famosa per il suo linguaggio diretto ed era particolarmente esplicita in tema di diritti umani.

  • A Mosca ha condannato duramente le azioni della Russia in Cecenia.
  • Era una decisa sostenitrice della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati in Medio Oriente e una fiera oppositrice della politica condotta dall'allora primo ministro israeliano Ariel Sharon nei confronti dei palestinesi.
  • Si è opposta all'invasione dell'Iraq del 2003 dal momento che non era stata autorizzata dalle Nazioni Unite.
  • In visita a Washington, ha criticato aspramente gli Stati Uniti per il trattamento riservato ai prigionieri di Guantanamo.

Una visione per l'Europa

Presiedendo nel 2001 le riunioni dei ministri degli esteri durante la presidenza svedese dell'Unione europea, ha contribuito enormemente a rafforzare la presenza della Svezia all'interno dell'Unione europea. Quando nel 2001 stava per scoppiare un conflitto nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia (oggi Macedonia del Nord), la presenza di Anna Lindh, in qualità di inviata speciale dell'Europa, è stata determinante nell'unificare le varie tendenze della politica estera dell'UE, generalmente eterogenee, in un'azione armonizzata che ha contribuito a evitare la guerra.

Pubblicazioni

Per saperne di più sulla vita, il lavoro e il contributo di Anna Lindh al progetto europeo

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